Il progetto implantare

Il progetto implantare All-on-Full® BSS™

Prima degli impianti viene il progetto

Un intervento implantare complesso non dovrebbe iniziare dalla domanda:

“Quanti impianti mettiamo?”

Dovrebbe iniziare da una domanda molto più importante:

“Qual è l’anatomia che abbiamo davanti e come possiamo trasformarla in un sistema di supporto stabile per una nuova arcata completa?”

È da qui che nasce il progetto implantare All-on-Full® BSS™.

Il progetto non è un disegno generico applicato indistintamente a tutti i pazienti.

È la traduzione dell’anatomia individuale in una precisa architettura implantare e protesica.

La TAC viene quindi prima della chirurgia, non dopo.


1. La TAC è la mappa del progetto

Il primo elemento fondamentale è la TAC Cone Beam (CBCT).

La TAC permette di studiare tridimensionalmente il mascellare e di individuare non soltanto la quantità di osso alveolare disponibile, ma anche le strutture anatomiche profonde che possono essere considerate nella progettazione.

Il progetto prende in considerazione:

  • cresta alveolare residua;
  • corticali ossee;
  • regione anteriore;
  • regioni retrocanine;
  • tuber mascellare;
  • strutture pterigoidee e sfenoidali;
  • rapporto con il seno mascellare;
  • eventuali precedenti impianti;
  • eventuali fallimenti implantari;
  • spazi protesici disponibili;
  • direzione e distribuzione dei futuri carichi.

La domanda quindi non è semplicemente:

“Quanto osso manca?”

Ma:

“Dove manca, dove è presente e come possiamo utilizzarlo?”

È una differenza fondamentale.


2. Dall’osso disponibile all’architettura implantare

Una volta studiata l’anatomia, si passa alla progettazione degli ancoraggi implantari.

Nel protocollo BSS™ l’obiettivo è distribuire i punti di supporto lungo l’arcata, invece di concentrare necessariamente tutta la struttura nella sola regione anteriore.

In un progetto All-on-Full® possono quindi essere previste diverse zone di ancoraggio:

Posteriormente

18 e 28

Gli impianti pterigoidei vengono progettati nella regione posteriore, utilizzando, quando l’anatomia lo consente, le strutture profonde dell’area tuber-sfenoide.

Nelle regioni posteriori intermedie

15 e 25

Gli impianti vengono progettati nelle regioni retrocanine quando queste presentano caratteristiche anatomiche favorevoli.

Anteriormente

La regione premascellare viene completata con ulteriori ancoraggi, secondo la quantità, la qualità e la conformazione dell’osso disponibile.

Questa configurazione non è un numero fisso imposto a tutti i pazienti.

È il progetto anatomico a stabilire quali ancoraggi siano realmente utilizzabili.

La documentazione del Network mostra infatti configurazioni distribuite sull’intera arcata, con il numero e la posizione degli impianti determinati dal caso specifico.


3. Perché distribuire gli impianti?

Perché un’arcata completa non è soltanto una fila di denti anteriori.

È un sistema biomeccanico che deve sostenere anche la funzione dei denti posteriori.

Il progetto All-on-Full® nasce proprio dall’idea di progettare il supporto implantare insieme alla futura dentatura, e non di progettare prima gli impianti e adattare successivamente la protesi.

Il punto di partenza diventa quindi:

anatomia → ancoraggi → distribuzione dei carichi → protesi → funzione.

Non semplicemente:

osso disponibile → quattro impianti → protesi.


4. Il progetto deve comprendere anche i molari

Uno degli elementi distintivi del progetto All-on-Full® è che la riabilitazione viene pensata per comprendere l’intera arcata, compresa la zona posteriore.

Il progetto protesico previsto dalla Circolare d’Autore® comprende 14 denti per arcata, inclusi i molari posteriori, senza ricorrere a una finta gengiva per mascherare la struttura protesica.

Questo significa che la posizione degli impianti non può essere considerata indipendentemente dalla posizione dei denti che dovranno sostenerli.

Il progetto deve quindi rispondere contemporaneamente a due domande:

Dove possiamo ancorare gli impianti?

e

Dove devono trovarsi i denti per ottenere l’arcata progettata?

È dall’incontro di queste due esigenze che nasce il progetto implantare.


5. L’impianto non viene progettato da solo

Un errore frequente nella comprensione dell’implantologia è considerare l’impianto come un elemento isolato.

Nel progetto All-on-Full® BSS™ l’impianto è invece un componente di una struttura più ampia.

Il progetto considera insieme:

osso

↓

impianti

↓

monconi

↓

struttura protesica

↓

denti

↓

occlusione

↓

funzione masticatoria

Ogni elemento deve essere coerente con quello successivo.


6. La progettazione tiene conto della biomeccanica

La distribuzione degli impianti non viene stabilita soltanto in base a dove “c’è un po’ di osso”.

Deve essere valutata anche la direzione dei carichi che la futura protesi trasmetterà agli impianti e alle strutture ossee.

Per questo il progetto considera:

  • posizione degli impianti;
  • inclinazione e direzione degli impianti;
  • distanza tra i punti di supporto;
  • distribuzione anteriore e posteriore;
  • posizione dei futuri denti;
  • rapporti occlusali;
  • funzione dei molari;
  • stabilità complessiva della struttura.

La finalità è creare un sistema nel quale impianti e protesi siano progettati come un’unica architettura funzionale.


7. Non esiste un progetto BSS™ uguale per tutti

Questo è un punto che deve essere chiarissimo.

Il progetto implantare non viene deciso semplicemente perché il paziente è “senza osso”.

Due pazienti con la stessa diagnosi generale di atrofia possono avere anatomie completamente diverse.

Uno può presentare strutture posteriori utilizzabili.

Un altro può avere una conformazione differente.

Un paziente può avere già impianti.

Un altro può arrivare dopo un fallimento.

Un altro ancora può presentare una situazione ossea che permette una configurazione completamente diversa.

Per questo la progettazione deve partire dalla TAC del singolo paziente.


8. Il progetto viene prima della chirurgia

Il progetto implantare deve essere definito prima di entrare in sala operatoria.

La sequenza è:

1. Raccolta della documentazione

Panoramica, TAC Cone Beam e documentazione clinica precedente.

2. Analisi anatomica

Studio delle strutture ossee disponibili.

3. Individuazione degli ancoraggi

Definizione delle aree nelle quali è possibile ottenere un ancoraggio implantare.

4. Progettazione implantare

Scelta della posizione, direzione e distribuzione degli impianti.

5. Progettazione protesica

Definizione della posizione dei denti, dell’estensione dell’arcata e della futura riabilitazione.

6. Verifica biomeccanica

Controllo della distribuzione dei supporti e dei rapporti tra impianti e protesi.

7. Programmazione chirurgica

Solo a questo punto il progetto viene trasformato nell’intervento.


9. Il progetto comprende anche il carico immediato

Quando il caso presenta le condizioni necessarie, il progetto può comprendere anche la realizzazione della protesi provvisoria a carico immediato.

Ma il carico immediato non viene deciso semplicemente perché il paziente lo desidera.

È subordinato alla possibilità di ottenere una stabilità primaria adeguata e a una valutazione clinica e biomeccanica del caso.

Per questo la protesi provvisoria deve essere progettata già prima dell’intervento.

Il progetto implantare e il progetto protesico devono quindi dialogare prima ancora che venga inserito il primo impianto.


10. Dal progetto provvisorio al progetto definitivo

Il progetto non termina con i denti provvisori.

La riabilitazione definitiva viene programmata fin dall’inizio.

Dopo la fase di guarigione e stabilizzazione implantare viene realizzata la Circolare d’Autore®, la soluzione protesica definitiva descritta nella WIKI: 14 denti per arcata, zirconio e ceramica stratificata, progettazione individuale e assenza di finta gengiva.

Questo permette di vedere l’intero percorso come un’unica progettazione:

TAC

↓

ANATOMIA

↓

PROGETTO IMPLANTARE

↓

CHIRURGIA

↓

STABILITÀ PRIMARIA

↓

PROVVISORIO

↓

INTEGRAZIONE

↓

CIRCOLARE D’AUTORE®

↓

ARCATA COMPLETA


Il vero progetto non è “mettere gli impianti”

Il vero progetto è costruire una nuova architettura.

Quando l’osso alveolare è fortemente riassorbito, il progetto deve partire da ciò che il paziente possiede realmente.

Non da una soluzione preconfezionata.

Non da un numero prestabilito di impianti.

Non dalla sola considerazione della cresta alveolare.

Ma dall’insieme dell’anatomia disponibile.

È questo il principio alla base della progettazione Bilateral Sinus Solution™ (BSS™) + All-on-Full®:

prima si studia l’anatomia, poi si progetta l’ancoraggio, poi si costruisce la protesi.

E solo alla fine si decide come trasformare quel progetto in un intervento chirurgico.

Dal progetto alla chirurgia

Una volta completato il progetto implantare, si passa alla fase successiva:

L’intervento BSS™

Dalla TAC alla chirurgia, dalla chirurgia al carico immediato, fino alla riabilitazione definitiva.

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