La TAC e la panoramica

La TAC e la panoramica: come si vede l’osso prima della BSS™

Se ti hanno detto:

“Non hai osso.”

la prima cosa da fare non è discutere.

È guardare le immagini.

Perché una cosa è dire che manca l’osso alveolare necessario per una determinata tecnica.

Un’altra cosa è affermare che nel mascellare non esiste più alcuna struttura ossea utilizzabile per un ancoraggio implantare.

Per capire la differenza servono le immagini diagnostiche.

E nella progettazione della Bilateral Sinus Solution™ (BSS™) la TC Cone Beam è fondamentale.


La panoramica: la prima fotografia dell’arcata

La panoramica dentale permette di avere una visione generale del mascellare superiore e dell’intera arcata.

È utile per vedere:

  • la situazione generale dei denti e delle eventuali estrazioni;
  • il livello di riassorbimento osseo;
  • la posizione dei seni mascellari;
  • la situazione delle zone posteriori;
  • la presenza di precedenti impianti;
  • eventuali patologie o condizioni che richiedono ulteriori approfondimenti.

Ma la panoramica è una visione bidimensionale.

E questo è il suo limite.

Quando bisogna progettare un ancoraggio in strutture anatomiche profonde, la sola panoramica non è sufficiente.

Serve una visione tridimensionale.


La TC Cone Beam: la mappa tridimensionale

La TC Cone Beam permette di studiare il mascellare nelle tre dimensioni.

Ed è proprio questo che serve quando l’obiettivo non è semplicemente misurare quanto osso alveolare è rimasto, ma individuare quali strutture anatomiche possono essere utilizzate per l’ancoraggio implantare.

Il Wiki BSS indica infatti la valutazione della TC Cone Beam come base per definire la configurazione implantare personalizzata.

Non si parte quindi da:

“Mettiamo 4, 6 o 8 impianti.”

Si parte da:

“Vediamo l’anatomia e decidiamo dove possiamo ancorarci.”


Cosa si cerca nella TAC?

Nel mascellare superiore gravemente atrofico, la domanda non è soltanto:

“Quanto è alto l’osso alveolare?”

La domanda diventa:

“Quali strutture ossee sono ancora disponibili più profondamente?”

Secondo il modello BSS vengono valutate, in relazione all’anatomia individuale:

  • la zona del tuber mascellare;
  • la regione pterigoidea;
  • le lamine corticali dello sfenoide;
  • le fosse retrocanine;
  • la regione subnasale e premaxillare;
  • le altre strutture anteriori che possono consentire la stabilizzazione della riabilitazione.

È questa lettura tridimensionale che permette di progettare la posizione degli impianti.


Il punto fondamentale: la TAC non cerca semplicemente “quanto osso c’è”

Questa è la differenza fondamentale.

Una valutazione tradizionale può concentrarsi soprattutto sull’osso alveolare disponibile nella posizione in cui normalmente verrebbe inserito un impianto.

La logica BSS amplia la ricerca.

Se l’osso alveolare è fortemente riassorbito, si studiano anche le strutture profonde del mascellare.

Per esempio, posteriormente si può valutare il percorso:

tuber → regione pterigoidea → sfenoide.

Il Wiki descrive proprio gli impianti 18/28 come impianti pterigoidei che attraversano il tuber e raggiungono le lamine corticali dello sfenoide.

Questa informazione non può essere ricavata semplicemente dicendo:

“Hai poco osso.”

Deve essere verificata sull’anatomia tridimensionale.


La TAC decide la configurazione

La BSS non prevede una posizione identica degli impianti per tutti.

Il Wiki indica una configurazione personalizzata da 6 a 12 impianti, stabilita in funzione dell’anatomia del paziente.

La configurazione descritta comprende:

POSTERIORE — 18/28

2 impianti pterigoidei

  • 19–21 mm;
  • inclinazione circa 45°–60°;
  • attraversamento del tuber;
  • ancoraggio nelle corticali dello sfenoide.

Sono gli impianti basali della configurazione.

MEDIO-ANTERIORE — 15/25

2 impianti nasali trasversali

  • nelle fosse retrocanine;
  • ancorati nell’osso molto duro di questa regione;
  • non sono impianti basali.

ANTERIORE — 4/6

2–4 impianti sub-nasali o a lama

utilizzati per la stabilizzazione anteriore.

Il numero e la configurazione complessiva vengono quindi stabiliti sulla base dell’anatomia riscontrata.


E il seno mascellare?

Anche qui la TAC è fondamentale.

La posizione e la conformazione dei seni mascellari devono essere conosciute prima dell’intervento.

La logica BSS non consiste nell’entrare nel seno per cercare l’osso.

Al contrario.

Il principio della tecnica è bypassare il seno e utilizzare le strutture ossee disponibili intorno e oltre di esso.

Da qui nasce il concetto di:

“Cerchiaggio del seno”

Gli impianti vengono distribuiti strategicamente intorno al seno mascellare, creando il supporto perimetrale dell’arcata senza entrare nel seno stesso, secondo il modello descritto dal Wiki.

La TAC permette di vedere proprio questa anatomia.


La panoramica dice “quanto si vede”.

La TAC dice “dove siamo”.

È una distinzione semplice ma fondamentale.

La panoramica offre una visione generale.

La Cone Beam permette di studiare:

altezza + larghezza + profondità + rapporti anatomici.

E quando si lavora con impianti strategici, il rapporto tridimensionale tra le strutture è determinante.

Per esempio, un impianto pterigoideo non viene progettato semplicemente perché “dietro c’è poco osso”.

Viene progettato perché la TC permette di studiare il percorso anatomico attraverso il tuber verso le corticali dello sfenoide.


È dalla TAC che nasce il progetto BSS

La sequenza è questa:

PANORAMICA

↓
visione generale del mascellare

TC CONE BEAM

↓
mappa tridimensionale dell’anatomia

LETTURA DELLE STRUTTURE

↓
alveolare, tuber, pterigoidea, sfenoide, retrocanine, subnasale

PROGETTAZIONE

↓
scelta delle zone di ancoraggio

CONFIGURAZIONE BSS

↓
da 6 a 12 impianti secondo anatomia

ANCORAGGIO

↓
impianti posizionati nelle rispettive strutture anatomiche

CARICO

↓
carico immediato quando sono presenti le condizioni chirurgiche necessarie.

Questa è la logica descritta dal Wiki.


Perché una vecchia diagnosi può non essere la parola finale

Un paziente può arrivare dopo aver ricevuto una diagnosi molto netta:

“Non hai osso.”

Ma bisogna capire che cosa è stato effettivamente valutato.

Se il problema riguarda una grave atrofia dell’osso alveolare, la domanda successiva è:

quale anatomia profonda è ancora disponibile?

È proprio qui che la TC Cone Beam diventa decisiva.

Non serve a “creare” osso.

Serve a vedere quello che c’è realmente e a progettare la tecnica sulla base di quell’anatomia.


Ecco perché non si decide prima quanti impianti mettere

La BSS è descritta dal Wiki come una tecnica personalizzata.

Non si stabilisce a priori:

“A tutti mettiamo lo stesso numero di impianti nello stesso posto.”

Si studia prima la TC.

Poi si stabilisce la configurazione.

Il Wiki indica una configurazione complessiva da 6 a 12 impianti, comprendente le zone posteriori 18/28, le zone 15/25 e la zona frontale 4/6.

Quindi:

prima l’anatomia.

Poi il progetto.

Poi la chirurgia.


La domanda giusta davanti a una TAC

Quando qualcuno ti dice:

“Non hai osso.”

la domanda corretta non è:

“Chi ha ragione?”

La domanda è:

“Fammi vedere la TAC e dimmi quale osso manca e quale osso è ancora disponibile.”

Perché osso alveolare e osso basale non sono la stessa cosa.

E nella BSS il punto di partenza è proprio questo cambio di lettura:

non fermarsi alla perdita dell’osso alveolare, ma studiare l’anatomia profonda disponibile per l’ancoraggio.


In una frase

La panoramica mostra il quadro generale. La TC Cone Beam mostra l’anatomia tridimensionale sulla quale viene progettata la BSS.

Ed è dalla TAC che si decide dove ancorare gli impianti, come bypassare il seno e quale configurazione utilizzare per il singolo paziente.

Non si parte dall’impianto.

Si parte dall’anatomia.

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