L’intervento

L’intervento All-on-Full® BSS™

Come si svolge realmente l’intervento

L’intervento con protocollo Bilateral Sinus Solution™ (BSS™) e riabilitazione All-on-Full® non consiste semplicemente nel “mettere degli impianti”.

È una procedura progettata partendo dall’anatomia reale del paziente.

Quando l’osso alveolare è fortemente riassorbito, la domanda non è soltanto quanto osso manca, ma soprattutto:

quale osso è ancora disponibile e quali strutture anatomiche possono essere utilizzate per ottenere un ancoraggio stabile?

La pianificazione parte quindi dalla TAC Cone Beam, dalla quale vengono studiate tridimensionalmente le strutture ossee del mascellare e viene definita la configurazione implantare più adatta al singolo caso.

La procedura BSS™ descritta nella WIKI comprende una configurazione personalizzata che può utilizzare gli ancoraggi posteriori, le zone retrocanine e, quando necessario, differenti soluzioni per la regione anteriore.

1. Prima dell’intervento: la diagnosi

Prima di entrare in sala chirurgica viene eseguita una diagnosi completa.

La TAC Cone Beam permette di studiare:

  • quantità e qualità dell’osso residuo;
  • anatomia del mascellare superiore;
  • tuber mascellare;
  • strutture dello sfenoide;
  • fosse retrocanine;
  • regione premascellare;
  • eventuali strutture utilizzabili per gli ancoraggi implantari.

Sulla base di questi dati viene progettato il posizionamento degli impianti e viene preparata la soluzione protesica provvisoria.

Non esiste quindi una posizione degli impianti uguale per tutti.

La configurazione viene stabilita in funzione dell’anatomia individuale.

2. Anestesia e accesso chirurgico

L’intervento viene eseguito in anestesia locale.

Dopo l’anestesia viene eseguito l’accesso chirurgico alla zona interessata, con esposizione delle strutture anatomiche necessarie al posizionamento implantare.

L’obiettivo non è “cercare osso” dove l’osso alveolare è ormai insufficiente, ma raggiungere e utilizzare, quando l’anatomia lo consente, le strutture ossee individuate durante la diagnosi.

3. Gli ancoraggi posteriori: 18 e 28

Questa rappresenta una delle caratteristiche fondamentali del protocollo BSS™.

Nella regione dei molari posteriori vengono progettati gli impianti pterigoidei 18/28.

L’impianto attraversa la regione del tuber mascellare e viene orientato verso le strutture dello sfenoide, dove può ottenere un ancoraggio nella componente corticale profonda.

È questo il principio dell’ancoraggio bicorticale descritto nella WIKI: l’impianto utilizza due corticali ossee distinte per ottenere una stabilità meccanica elevata.

Perché è importante?

Perché la parte posteriore della bocca non viene semplicemente esclusa dalla riabilitazione.

L’obiettivo del protocollo All-on-Full® è infatti arrivare a una riabilitazione completa dell’arcata, con la possibilità di avere anche i molari posteriori.

4. La stabilizzazione nella zona 15/25

Dopo gli ancoraggi posteriori si procede, quando indicato dall’anatomia, con gli impianti nella regione 15/25, in corrispondenza delle fosse retrocanine.

Questi impianti hanno una funzione diversa dagli impianti pterigoidei.

Non sono impianti basali dello sfenoide.

Utilizzano invece la particolare disponibilità ossea della regione retrocanina e contribuiscono alla stabilizzazione della struttura implantare nella parte centrale dell’arcata.

5. Il completamento della zona anteriore

La parte anteriore viene progettata in funzione della situazione anatomica del singolo paziente.

Possono essere utilizzate diverse configurazioni implantari, comprese soluzioni sub-nasali, trasversali, a lama o altre configurazioni specifiche nei casi di maggiore atrofia.

Nei casi particolarmente complessi la configurazione può essere ulteriormente personalizzata.

La WIKI descrive infatti il protocollo come una procedura anatomicamente personalizzata, con una configurazione complessiva che può variare in funzione della TAC e delle strutture ossee disponibili.

6. Quando è possibile il carico immediato

Il carico immediato non significa semplicemente mettere una protesi poche ore dopo l’intervento.

Per poter caricare immediatamente gli impianti è necessario ottenere una stabilità primaria adeguata.

Quando le condizioni cliniche e biomeccaniche lo consentono, viene quindi realizzata e applicata una protesi provvisoria fissa collegata agli impianti.

Il principio è semplice:

prima si ottiene la stabilità implantare necessaria, poi si procede al carico.

La WIKI BSS descrive il carico immediato con una protesi provvisoria fissa entro 24–48 ore, con possibilità di montaggio anche nella stessa seduta nei casi indicati.

7. Il paziente non deve aspettare mesi per avere denti fissi

Uno degli obiettivi della procedura è evitare che il paziente debba attraversare un lungo periodo con una protesi mobile o senza una riabilitazione fissa.

Quando il caso presenta le condizioni necessarie per il carico immediato, il provvisorio viene collegato agli impianti e il paziente può tornare ad avere una dentatura fissa già nelle prime ore o nei primi giorni, secondo la programmazione clinica del caso.

8. Dopo l’intervento

L’intervento non termina con il montaggio della protesi provvisoria.

Segue un percorso di controllo dell’integrazione implantare e della riabilitazione protesica.

La procedura descritta nella WIKI prevede controlli clinici e radiografici progressivi e, una volta completata la fase di guarigione e stabilizzazione, la sostituzione del provvisorio con la riabilitazione definitiva.

9. Dalla provvisoria alla Circolare d’Autore®

La fase definitiva completa il progetto All-on-Full®.

La Circolare d’Autore® è descritta nella WIKI come una riabilitazione di 14 denti per arcata, con tutti i molari posteriori e senza finta gengiva, realizzata in zirconio e ceramica stratificata e progettata su misura.

Il risultato che si vuole ottenere non è quindi soltanto una protesi “fissa”.

È una riabilitazione progettata per restituire:

  • denti posteriori fino ai molari;
  • una struttura protesica stabile;
  • denti che emergono dalla gengiva naturale senza falsa gengiva;
  • una distribuzione dei carichi coerente con la nuova configurazione implantare;
  • un risultato definitivo personalizzato.

In sintesi: cosa succede durante l’intervento?

1. Si studia l’anatomia con la TAC Cone Beam.

2. Si progetta la configurazione implantare.

3. Si esegue l’anestesia locale.

4. Si accede chirurgicamente alle zone interessate.

5. Si realizzano gli ancoraggi posteriori 18/28 quando l’anatomia lo consente.

6. Si stabilizza la zona centrale attraverso gli ancoraggi 15/25 quando indicati.

7. Si completa la zona anteriore con la soluzione più adatta al caso.

8. Quando sono presenti le condizioni di stabilità primaria necessarie, si procede al carico immediato.

9. Si controlla il processo di guarigione e integrazione.

10. Terminata la fase di guarigione, si realizza la protesi definitiva All-on-Full® con Circolare d’Autore®.

Non esiste un intervento BSS™ identico per tutti

Questo è il punto fondamentale.

La BSS™ non parte da un numero fisso di impianti da inserire a prescindere dall’anatomia.

Parte dalla TAC del paziente.

È l’anatomia a stabilire quali strutture possono essere utilizzate, quali ancoraggi sono indicati e quale configurazione può garantire la stabilità necessaria alla riabilitazione.

Per questo la diagnosi viene prima dell’intervento.

E per questo “senza osso” non significa “senza alcun osso”: significa, nei casi di grave atrofia, che l’osso alveolare disponibile per le tecniche convenzionali può essere fortemente ridotto, mentre possono esistere strutture ossee profonde utilizzabili per l’ancoraggio, se la valutazione anatomica lo conferma.

Approfondisci nella WIKI

Per conoscere nel dettaglio l’anatomia, la procedura chirurgica e il razionale del protocollo:

WIKI BSS™ + All-on-Full® → Procedura Chirurgica

WIKI → Impianto pterigoideo

WIKI → Ancoraggio bicorticale

WIKI → Bilateral Sinus Solution™

WIKI → Circolare d’Autore®

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